POSSIBILE UNIFICAZIONE DELLA COREA: NELLE PAROLE DEL MARESCIALLO KIM JONG-UN NESSUNA NOVITA'
L’edizione cartacea di martedì nove maggio del Manifesto riporta, a pie’ di pagina nove, un box anonimo dal titolo: «Kim possibilista con una vittoria democratica».
In sostanza, il giornale romano di via Bargoni 8 sostiene - citando il Rodong Sinmun, il Quotidiano dei Lavoratori organo del Partito del Lavoro di Corea - che, qualora alle elezioni che si svolgono lo stesso giorno in Corea del Sud dovesse prevalere il candidato "pacifista" Moon Jae-in, cosa che al momento in cui scrivo pare essere ormai certa, la Repubblica Popolare Democratica di Corea lavorerebbe per l'unificazione delle due parti della penisola.
Stupisce che il “quotidiano comunista” non sappia che da sempre l’azione della dirigenza di Pyong Yang è volta alla costruzione di un’unica nazione nell’area: basta leggere il «Programma in dieci punti della grande unità di tutta la nazione per la riunificazione del Paese» (Scritti scelti sul socialismo coreano, pagine 97-101, Edizioni Simple, 2013).
Certo è che gli imperialisti occidentali si devono togliere dalla testa che la dirigenza, dello Stato guidato dal maresciallo Kim Jong-un, rinunci alle pregiudiziali che si trovano nello scritto del presidente Kim Il Sung sopra citato; ma questo non deve sorprendere: nessuna nazione indipendente al mondo calerebbe le braghe di fronte al nemico soltanto per raggiungere lo scopo, da sempre dichiarato, di pacificazione dei rapporti ed unificazione del Paese.
Genova, 10 maggio 2017
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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